Il gran baro rampante

Non occorrono commenti —— bastano le parole di “quello là”. Stavolta pur gridate con astio:

“Non hanno scioperato contro la Fornero ma contro noi e lo fanno per un motivo politico: noi vogliamo bene ai sindacati che difendono i lavoratori e non i professionisti della burocrazia. {Scanditi slogan ed esposto cartelli contro il governo: “Renzi presidente della Confindustria” e “Renzi vattene amico di Marchionne”.} Possono dire quello che vogliono, possono tirare le uova e faremo le crêpes, tirarci i lacrimogeni, ma noi non ci fermiamo. Non è in gioco il destino di uno ma di un paese. Non ci fate paura. Un importante sindacato riunisce tante migliaia, centinaia di migliaia di persone per cui abbiamo un profondo rispetto. Massimo rispetto umano per Berlusconi. Ho massimo rispetto per chi si dimette, cosa che in Italia non succede spesso. Massimo rispetto per il presidente della repubblica. Massimo rispetto per il travaglio dentro Sel. Per l’Italia, la sua storia, il suo futuro chiedo rispetto. Anzi: pretendo il rispetto che il paese merita. Guardiamo a questi mondi con il massimo di rispetto. Li ascoltiamo, cercheremo di fare meglio, ma deve essere chiara una cosa: è finito il tempo in cui una manifestazione di piazza può bloccare il governo, il paese. Noi non molliamo di un centimetro e porteremo questo paese dove merita. Se diciamo che le tutele dell’articolo 18 sono poco più che un totem ideologico non lo diciamo per abbandonare al loro destino i lavoratori licenziati ma perché quella tutela non garantisce chi perde il lavoro ma il sistema di welfare”.

“Il lavoro resta la priorità. Dobbiamo superarla questa storia che nelle aziende le imprese sono contro i lavoratori, i lavoratori contro gli imprenditori… Quando sei in azienda quanti sono gli imprenditori che si sono spaccati la schiena per non tagliare posti di lavoro e quanti lavoratori hanno lavorato ben oltre l’orario di lavoro per consentire all’azienda di andare avanti? Non possiamo abituarci all’idea di raccontare l’Italia come un insieme di “sfighe”. Non possiamo continuare a parlare solo delle cose che vanno male, che in Italia sono andati via i migliori, i ‘cervelli’, come se quelli che sono rimasti non valgono niente. Certo il “premier smanettone” è poco elegante …: pensa che governare è usare tweet. Ci sono molti argomenti per criticare il governo, ma il punto più sterile è che quella roba, Twitter, i social {… che ?}, non è il contrario della politica seria Passa il messaggio che sei un malato di mente che vuole utilizzare quegli strumenti, l’idea che la politica seria sia altro”.

“Se falliamo siamo dei caproni”: Appunto!

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